Tale metodica sfrutta l’effetto Doppler, scoperto per la prima volta da Christian Andreas Doppler nel 1845 , un fenomeno fisico che consiste nel cambiamento, rispetto al valore originario, della frequenza o della lunghezza d’onda percepita da un osservatore raggiunto da un’onda emessa da una sorgente che si trovi in movimento rispetto all’osservatore stesso.

In ambito medico è applicato per lo studio della parete vascolare e del flusso ematico.

 

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